I martiti di Paimol (18-20 ottobre 2018).
Daudi Okelo e Jildo Irwa sono i primi frutti della diffusione del Vangelo da parte dei missionari comboniani nel nord Uganda.
Questi due giovani catechisti Acholi sono rimarcabili perché, avendo già ricevuto il battesimo e la cresima, realizzarono che essere un cristiano significa diffondere la propria fede anche a costo della propria vita se questo diventa necessario. Così loro iniziarono a lavorare come catechisti e continuarono fino all'effusione del loro sangue.
Daudi Okelo
Daudi Okelo aveva tra i 16 e i 18 anni. Naque nel villaggio di Ogom Paira e fu battezzato e cresimato nel 1916 nella missione di Kitgum. Spese i 2 anni tra il battesimo e la sua morte come catechista a Paimol che ora è una zona della parrocchia di Kalongo.
Jildo Irwa
Jildo Irwa fu anche più giovane: aveva tra i 12 e i 14 anni. Nacque nel villaggio di Bar-Kitoba e fu battezzato e cresimato con Daudi. Nonostante la sua giovane età fu mandato a lavorare con Daudi all'inizio di novembre del 1917 e collaborò con generosità e entusiasmo per almeno un anno alla formazione dei cateumeni a Paimol.
Le controversie
La gente che si opponeva alla nuova religione si avvantaggiò di una rivolta socio-politica per fermare la predicazone del Vangelo a Paimol.
I due catechisti vennero perseguitati, minacciati, obbligati ad interrompere la loro attività e infine infilzati a morte. Era il week-end del 18-20 ottobre 1918.
Il nome del luogo dove vennero uccisi, originariamente conosciuto com Palamuku, venne cambiato in loro memoria in Wipolo (in cielo), concordemente con la preghiera del Padre nostro, che Daudi e Jildo avevano insegnato.
I due martiri appartengono ora alla arcidiocesi di Gulu (Uganda).
Sono rappresentati nella parte alta dell’icona, sopra la Trinità.