Papa San Paolo VI ha canonizzato i 22 martiri ugandesi ed è stato il primo Papa nella storia a recarsi in Africa.
Papa San Paolo VI nel 1964 canonizzò i 22 martiri ugandesi che il 6 giugno 1920 erano stati beatificati da Papa Benedetto XV.
San Paolo VI fu il primo Papa nella storia a mettere piede in Africa in un viaggio internazionale. Fu un viaggio breve, dal 31 luglio al 2 agosto del 1969, ma molto intenso.
San Paolo VI cominciò il suo viaggio a Namugongo, il luogo del martirio. Dove i martiri vennero arsi vivi fu eretto un altare dedicato ad uno di loro, Carlo Lwanga.
La visita di San Paolo VI in Uganda contribuì allo sviluppo della fede nella nazione.
La canonizzazione dei 22 martiri cattolici portò alla proclamazione del 3 giugno come giornata dei martiri di Uganda. Ogni 3 giugno si riuniscono nel santuario di Namugongo (Kampala) milioni di pellegrini che provengono da tutta l’Uganda, ma anche dalle nazioni confinanti. E’ una festa religiosa importantissima e molto sentita.
San Paolo VI nel suo discorso a Namugong notò che la Chiesa non sarebbe rimasta “spettatrice passiva dell’Africa”, e si augurò che la presenza del Papa potesse “dare inizio all’immenso movimento di amore fraterno, che trasformi la pace e il progresso dei popoli da meta ideale a trionfante realtà”.
Nella cattedrale di Kampala, alla presenza di cinque capi di Stato e dei vescovi del SECAM, San Paolo VI disse: “Voi ormai siete missionari di voi stessi. Missionari di voi stessi: cioè voi africani dovete proseguire la costruzione della Chiesa in questo continente...”.
L’1 agosto San Paolo VI continuava il viaggio a Kololo Terrace per la consacrazione di dodici vescovi africani – il numero degli apostoli – , cui il Papa chiese di “costruire la Chiesa” e “prestare il vostro servizio per aiutare la costruzione della società civile, sebbene liberi da impegni politici e da interessi temporali”.
San Paolo VI fu anche in Parlamento, a Kampala, su invito del presidente ugandese Milton Obote, e lì parlò di pace e sviluppo, sostenne che la Chiesa poteva dare il suo contributo, perché “la Chiesa è esperta in umanità. Ella nulla vi toglie. Vi porta, con il suo sostegno morale e pratico, l’unica, la vera, la somma interpretazione della vita umana nel tempo e oltre il tempo, quella cristiana”.
Altri incontri di San Paolo VI furono quello con i diplomatici, quello con gli abitanti del vilaggio di Mengo durante il quale parlò di cooperazione internazionale e aiuto allo sviluppo, quello con i rappresentanti dell’Islam e con i membri dell’Azione Cattolica. San Paolo VI inaugurò anche il nuovo ospedale cattolico a Ribaga e visitò quello do Mulogo.
Il 2 agosto 1964, San Paolo VI dedicò una giornata di memoria ed ecumenismo ai martiri ugandesi, associandovi anche gli anglicani. Disse Papa San Paolo VI: “Nello spirito di ecumenismo dei martiri, noi non possiamo risolvere le nostre differenze attraverso una semplice riconsiderazione del passato, o un giudizio su di esso. Invece, noi dobbiamo andare avanti nella fiducia che ci verrà data nuova luce per guidarci alla nostra meta”.
Di seguito potete trovare i seguenti documenti:
1) Messaggio Omelia di San Paolo VI del 1964 per la canonizzazione dei martiri;
2) Messaggio ai Popoli e alle Chiese del continente africano "Africae Terrarum";
3) Omelia di San Paolo VI del 1964 in occasione della sua visita al Santuario di Namugongo;
Questi testi documentano il carattere profetico delle affermazioni del Papa. Molte delle prospettive apostoliche da lui disegnate si sono pienamente realizzate. E’ veramente sorprendente leggere oggi questi testi, potendo constatare quante delle sue parole si sono incarnate in questi decenni nella realtà africana. Significa che erano parole ispirate dallo Spirito Santo.