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La parte superiore dell’icona.

Nella parte alta dell’icona i martiri sono rappresentati in vesti bianche attorno a Cristo risorto. I martiri hanno portato la propria croce fino a dare il sangue e la vita per seguire il Signore, e ora vivono la Sua sublime, eterna, gioiosa contemplazione.

La Parola di Dio è la fonte di ogni vera icona. Questa parte dell’icona si ispira ai seguenti brani delle scritture. Nel libro della Sapienza è scritto: “Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, i giusti vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore, e di essi ha cura l’Altissimo. Per questo riceveranno una corona regale, un bel diadema dalla mano del Signore.” (5, 15-16).

E nell’Apocalisse è scritto: “Ecco una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. (…) Uno degli anziani si rivolse a me e disse: ” Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono? Gli risposi:“ Signore, tu lo sai”. E lui” Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio.” (AP 7, 13-14).

La lettura dell’icona segue un movimento ascensionale: siamo giunti nel Cielo, luogo dove i martiri, sono entrati a far parte della Chiesa Celeste, eccoli, in abiti sacerdotali, mentre concelebrano con il Signore la sua Liturgia con cui egli offre incessantemente la sua vita per noi. Recano nelle mani la Bibbia, la croce, il turibolo, l’incenso, il pane, il vino, e rami di palma per significare che hanno fatto di sé stessi un’offerta per la vita della Chiesa. “ Non c’è amore più grande di chi dà la vita per i propri amici”(Gv 15,13).

I giovani martiri sono divisi in due gruppi con il Signore che si trova al centro, luogo di onore, circondato da una serie di cerchi blu che rappresenta la sua luce trascendente e la sua gloria. I martiri sono rappresentati attorno a Lui, risorto, immersi nella gioia della comunione con Dio. Sono diventati mediante il martirio fratelli di Cristo e figli di Dio. Gesù Cristo compie l’atto di benedire le loro offerte, gesto che compie il sacerdote quando vengono portate le specie all’altare per essere consacrate. Subito al di sopra del Signore è rappresentata la Trinità, il mistero più alto della nostra fede. La scena è tratta da Gn 18, è un modo sobrio di rappresentare la Trinità, per altri versi impossibile da tradurre in immagine. Possiamo immaginare la Trinità come un vortice di amore che unisce le tre persone divine e che tutto attrae a Sé. In alto vengono ricordati i due giovani Gildo Irwa e Daudi Okelo, martiri per il Vangelo.